
Uno dei più grandi misteri della storia avvolge la leggenda della Spada nella Roccia, la mitica Excalibur o forse un’altra spada che donò il regno ad Artù. Fitta è la nebbia che avvolge questa storia, la cui verità si è persa col passare del tempo.Molte delle leggende raccontano di questa spada e di come un "prescelto" sia riuscito ad estrarla dalla roccia. Come sappiamo, spesso le leggende si confondono tra di loro: la leggenda di Re Artù si confonde con quella della mitica spada dai poteri magici. Riporto di seguito la versione della leggenda in cui si narra appunto di come il giovane Artù abbia compiuto l’impresa che mai nessuno era riuscito a portare a termine prima d’allora.Tutti i più importanti uomini del regno si riunirono il mattino di Natale a pregare in chiesa e sul sagrato scorsero un grande masso di marmo, al centro del quale era inserita un‘incudine nella quale era infitta fino all’elsa una spada. Attorno alla spada erano incise queste parole: "Chi estrarrà questa spada dalla pietra e dall’incudine sarà il legittimo re d’Inghilterra". Tutti i più forti cavalieri si provarono a estrarre l’arma, ma ebbero un bello sforzarsi: la spada non si mosse di un pollice. Il vero re non è qui disse l’arcivescovo della chiesa, ma Dio ce lo farà conoscere. Che dieci uomini vigilino su questa spada finché non arriva. Nel frattempo, si decise che tutti i cavalieri avrebbero provato ad estrarre la spada a turno, e in attesa della comparsa del legittimo sovrano si stabilì di tenere un torneo il giorno di Capodanno, in modo che tutti intanto restassero uniti.Ognuno tentò ancora di svellere la spada, ma sempre invano. Soltanto Artù la estrasse senza sforzo. Gli invidiosi cavalieri, però, non restarono affatto convinti, e pretesero un’altra prova, irritati all’idea che un giovane sconosciuto regnasse su di loro. Dopo la terza prova il popolo proclamò a gran voce la sua fede in Artù, e finalmente poveri e ricchi si inginocchiarono concordi davanti al nuovo sovrano da tutti riconosciuto tale. Solo allora Merlino rivelò all’assemblea dei signori e dei popolani chi fosse il vero padre di Artù. Questi prese la spada e andò a porla sull’altare, giurando che sarebbe stato un buon re e che avrebbe difeso la verità e la giustizia ogni giorno della sua vita. E lo stesso giorno, l’arcivescovo armò Artù cavaliere e lo unse re, ed egli da allora regnò con saggezza e prudenza.











